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| Controvento
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20/05/2012 |
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| Per il nostro territorio l'evento di gran lunga più importante della settimana che sta cominciando, per come la vedo io, non è l'elezione dei sindaci di Alessandria o Acqui Terme, ma la mobilitazione popolare anti Terzo Valico, che culminerà nella manifestazione prevista ad Arquata per sabato. "Grande e pacifica", garantiscono i promotori, e non ho dubbi che sarà così.
http://www.alessandrianews.it/societa/ad-arquata-sara-grande-manifestazione-pacifica-10676.html
Basta guardarlo e ascoltarlo, questo popolo della protesta su scala alessandrina, per capire quanto sia costituito da persone comuni, cittadini che non ci stanno a subire le conseguenze di un mega progetto destinato ad avere un impatto devastante (o che comunque nessuno sa a quanto pare ben quantificare a priori) sul nostro territorio. Natura certamente devastata, falde acquifere a rischio, amianto "no, sì, beh, forse, vedremo...".
La questione delle "compensazioni", poi, è francamente poco credibile: qualche rotonda in più a chi interessa, e che effettiva utilità potrà avere, rispetto allo scenario che si prospetta?
Non sono pochi gli amministratori locali che manifestano perplessità rispetto al Terzo Valico. Tra questi anche l'assessore provinciale del Pd Maria Grazia Morando (arquatese, anzi di Rigoroso), nel corso di una recente intervista.
http://www.alessandrianews.it/interviste/morando-dico-no-questo-terzo-valico-9935.html
Tanto di cappello poi al sindaco di Arquata, Paolo Spineto,che ha già annunciato la propria partecipazione privata alla manifestazione di sabato, mentre in questi giorni il consiglio comunale dovrebbe votare un documento sul tema, si spera all'unanimità.
Le comunità locali lamentano di non essere state minimamente ascoltate dal Cociv, e sottolineano che, rispetto al documento definitivo del 2005, si sono verificati non pochi cambiamenti, di ogni genere, per cui un aggiornamento, prima di partire con le ruspe, sarebbe quanto meno auspicabile. L'eco della val di Susa, però, arriva fino all'Appennino ligure alessandrino, e il timore è che la voce della gente sarà comunque ignorata in nome del business. Salvo riconoscere tra quindici o vent'anni che il Terzo Valico (magari mai completato: non ci sarebbe da stupirsi) è stata l'ennesima cattedrale nel deserto. Nociva per le moltitudini, ma tutt'altro che inutile per i soliti noti.
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| Vi consiglio, ogni tanto, la lettura di www.sondaggipoliticoelettorali.it, naturalmente a patto che vi piaccia giocare con i numeri, le proiezioni e le statistiche della politica. In particolare, il sondaggio SWG pubblicato l'11 maggio scorso, ed effettuato nei giorni immediatamente precedenti, dice una cosa chiarissima. Ossia che l'attuale Parlamento non ha più nulla a che fare con il Paese reale. Infatti, alla domanda "per chi voterebbe alle prossime elezioni politiche?", il 25% del campione non risponde, mentre il 19% dice che si asterrebbe. Ma, attenzione, fra quelli che voterebbero ben il 32,4% si orienterebbe verso formazioni (5 Stelle in primis, ma anche Sel, Federazione della Sinistra, La Destra ecc...) che oggi non sono presenti alla Camera e al Senato.
A fronte di un quadro simile, il ritornello di chi vorrebbe comunque congelare lo status quo è sempre quello: "Grecia, Grecia, Grecia". Ossia, se andiamo a votare precipiteremo nell'ingovernabilità, e faremo passi da gigante verso Atene.
Per cui meglio essere governati da tecnici a consenso bassissimo, sostenuti da politici a consenso ancor più basso, piuttosto che precipitare nel baratro.
Chi, invece, pensa che nel baratro ci siamo già pienamente, vorrebbe che ci fosse se non altro, attraverso le urne, un riallineamento tra la volontà popolare e i suoi rappresentanti ufficiali, magari attraverso una legge elettorale il meno possibile disonesta. Primo passo essenziale per tentare di trovare una via d'uscita condivisa dal popolo, e non al popolo imposta (come ormai pare si intenda la democrazia: vedasi alla voce grandi opere, o referendum inapplicati).
Voi da parte state? Mi sa proprio che astenersi e lavarsene le mani, questa volta, sia proprio impossibile. |
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